martedì 1 dicembre 2009

Meredith, avv.Bongiorno: Rudy e Raffaele non si conoscevano


Perugia, 30 nov. - (Adnkronos) - ''In questo processo tra tanti dubbi c'e' una certezza: Rudy Guede e Raffaele Sollecito non si conoscevano affatto. Si sono incontrati per la prima volta in aula durante l'udienza preliminare e l'unico elemento che li unisce e' il capo di imputazione''. Lo ha detto l'avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito, imputato con Amanda Knox nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher, pronunciando la sua arringa davanti alla Corte d'Assise di Perugia rivolgendosi ai giudici popolari.
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Meredith, difesa Sollecito:"Amanda è l'Amelie di Seattle"

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Una dei due legali di Raffaele Sollecito, il giovane accusato con l'ex fidanzata americana Amanda Knox dell'omicidio a Perugia della studentessa britannica Meredith Kercher, ha parlato oggi per circa 8 ore per smontare le accuse contro il suo cliente e ha descritto Amanda come "l'Amelie di Seattle". Continua a leggere questa notizia

L'avvocata e parlamentare di centrodestra Giulia Bongiorno - che è anche presidente della Commissione Giustizia della Camera - ha descritto nella sua arringa il processo in corso nel capoluogo umbro come intriso "di dubbi", con un "teorema accusatorio privo di fondamento", poiché privo del movente che incastrerebbe Sollecito.

"E' stato arrestato per una impronta di scarpe che poi è risultata essere di Rudy", ha spiegato la legale, riferendosi a Rudy Guede, il terzo giovane accusato del delitto di Meredith - avvenuto nel novembre 2008 - e che è protagonista di un processo parallelo con rito abbreviato.

Bongiorno ha quindi definito "non credibile l'ipotesi di un omicidio compiuto con il concorso di due persone che neppure si conoscevano", facendo riferimento a Raffaele e a Rudy. Ha descritto il comportamento degli inquirenti come "discutibile, fino al punto di mettere in discussione la loro serenità durante le testimonianze dinnanzi alla corte, visto che nei brogliacci delle intercettazioni alle telefonate dei familiari di Raffaele, avevano già espresso un giudizio di colpevolezza, arricchendolo di particolari offensivi".

Bongiorno ha detto anche che "il coltello rinvenuto a casa di Sollecito non è l'arma del delitto". Lo proverebbero i periti quando hanno definito questo "coltellaccio incompatibile con l'atto omicida, ma non incompatibile, con la volontà di minacciare, mettendo così in discussione il capo d'accusa".

Quanto alle tracce di Dna di Meredith rinvenute sulla punta del coltello, Bongiorno ha spiegato che, stando alle perizie, la "traccia presentava una quantità di materiale genetico 'too low', insufficiente per essere analizzata.

La legale ha poi messo in discussione la "genuinità del reperto del gancetto del reggiseno di Meredith" (su cui ci sono le tracce di Sollecito) "repertato dopo 46 giorni dal rinvenimento del cadavere, quindi non puro e non utilizzabile come prova".

AMANDA-AMELIE E LA "SCATOLA NERA" DEL CELLULARE

Bongiorno ha descritto Amanda Knox come "l'Amelie di Seattle, una ragazza che osserva il mondo con gli occhi fantastici e che utilizza questo comportamento anche per sfuggire dalla realtà spesso dura".

"Quello che ha raccontato agli inquirenti è anche il risultato di questa personalità, ma l'ha fatto pensando di aiutarli a scoprire la verità, stimolata dagli agenti che le chiedevano di provare a ricordare e ad immaginare quanto fosse successo".

Bongiorno ha poi denunciato il comportamento degli inquirenti perché "agli accusati non è stata offerta la possibilità di essere assistiti da un legale durante gli interrogatori in questura".

Quindi ha parlato di una "scatola nera" in grado di dire molto sul delitto. Si tratta del "cellulare di Meredith Kercher" che, secondo il difensore di Sollecito, indicherebbe "l'ora dell'aggressione". L'avvocato colloca l'orario dell'aggressione "subito dopo le 21.56 del primo novembre del 2007, appena dopo la telefonata senza risposta che Meredith fa ai suoi familiari", appunto quella delle 21.56. "Dallo stesso cellulare sono partite due altre telefonate prontamente interrotte, una alla segreteria telefonica, l'altra al numero di una banca, in memoria nel cellulare di Meredith", ha detto l'avvocato.

Queste due telefonate "indicano chiaramente un'attività frenetica compiuta dall'assassino, appena dopo il delitto, che così ha provato a decifrare il funzionamento del telefono della vittima. Poi è scappato portandoli (questo e un secondo cellulare, ndr) con sé ma, all'arrivo di un segnale mms, alle 22.13, interpretato dall'assassino come pericolo di potere essere intercettato, ha buttato i due cellulari sottratti a Meredith nel giardino dove poi sono stati ritrovati dagli inquirenti".

Bongiorno ha detto che di "Raffaele ed Amanda non vi è traccia sul luogo del delitto, contrariamente a quanto si possa dire di Rudy" e che "è incredibile immaginare che i due fidanzatini abbiano ripulito le loro tracce, lasciando sul posto, isolandole, soltanto quelle di Rudy".

Il processo continuerà domani con le arringhe dei difensori di Amanda Knox, poi toccherà all'accusa fare le repliche e infine i giudici di corte d'Assise di Perugia si chiuderanno in camera di consiglio per la sentenza di primo grado.
Lun 30 Nov - 18.18

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domenica 29 novembre 2009

MEREDITH, LEGALE SOLLECITO: RAFFAELE NON COLPEVOLE. VERITA' MOLTO LONTANA

Scontro su una traccia biologica non analizzata . Lunedi prosegue la Bongiorno

Si avvia a conclusione il processo per l'omicidio di Meredith Kercher. Dopo gli interventi dei PM Mignini e Comodi e le arringhe delle parti civili tocca alle difese. Oggi è stata la volta della difesa di Raffaele Sollecito. " Raffaele Sollecito è la seconda vittima di questa vicenda , ha detto Luca Maori uno degli avvocati della famiglia Sollecito ". Ha descritto Raffaele come " un ragazzo mite, tranquillo e riservato con un approccio romantico verso l'altro sesso. Gli si è voluto cucire addosso un abito che non gli appartiene ". Per ciò che riguarda l'omicidio di Meredith, l'avvocato Maori non ha dubbi " in questo processo esiste già un colpevole ed è Rudy Guede, già condannato a 30 anni di reclusione ".
La lunga analisi difensiva si è conclusa a metà pomeriggio. Il legale si è soffermato su un particolare. Una traccia di sperma che è stata rinvenuta sotto il corpo di Meredith e che non è stata mai analizzata. " Per quale motivo due tracce di natura biologica trovate sulla federa del cuscino sotto il corpo di Meredith, visibili ad occhio nudo, non sono state mai analizzate? Non è stato fatto mai veramente nulla ed è veramente strano. Si sapeva, infatti, che quello della studentessa, era un delitto a sfondo sessuale ma non è stato accertato in alcun modo di che natura fossero quelle tracce che riteniamo di sperma e , soprattutto , a chi possano essere attribuite.Se fosse stato fatto il 2 o il 3 novembre del 2007, probabilmente la verità sarebbe stata, leggermente, diversa. Comunque, tutto il materiale acquisito è sufficiente per arrivare ad un verdetto di assoluta non colpevolezza del nostro assistito. La verità è ancora molto lontana dall'essere accertata ". Secondo uno degli avvocati della famiglia Kercher quelle tracce sul cuscino " hanno ben poco valore " . Per questo motivo la Corte ha deciso di non approfondire. Lunedi mattina alla ripresa del processo sarà l'onorevole Giulia Bongiorno a proseguire l'arringa difensiva di Sollecito.

A margine del processo si è saputo che i genitori di Amanda Knox, Kurt e ed Edda Mellas, sono stati denunciati dalla Polizia per diffamazione a mezzo stampa. Il fatto risale al giugno dello scorso e fa riferimento ad una intervista rilasciata dalla coppia al Sunday Times in cui si affermava che su Amanda erano stati compiuti abusi durante gli interrogatori in questura, a Perugia. Oggi è stata comunicata la conclusione delle indagini che prelude ad un loro rinvio a giudizio.
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venerdì 27 novembre 2009

Omicidio Meredith, in aula il video sull'omicidio:tutti i movimenti dei presenti

Tutti i movimenti di Metz, Amanda e Raffaele

PERUGIA - E' stato proiettato nell'aula del tribunale di Perugia, il video - una sorta di cartone animato - della ricostruzione dei pm sull'omicidio di Meredith Kercher. Nessuna telecamera ha potuto filmarlo, ma su decisione della Corte d'assise la proiezione è stata resa pubblica. Sia le immagini sia i personaggi erano a grandezza naturale. Il pm Manuela Comodi ha svolto il ruolo di voce narrante sulle singole proiezioni dell'omicidio.

Ore 15.48 del 1 novembre 2007. Meredith invia sms con cui avverte le sue amiche inglesi del ritardo all'appuntamento con loro.

Ore 16. Meredith lascia l'abitazione di via della Pergola per recarsi a casa delle amiche. Alcuni minuti dopo Raffaele e Amanda lasciano l'abitazione dei via della Pergola per andare a casa di Sollecito.

Ore 18. Amanda Knox esce da casa di Raffaele Sollecito. Questo stando alle cellule telefoniche.

Ore 18.27. Raffaele Sollecito interagisce con il suo pc portatile per vedere il film Il magico mondo di Amelie.

Ore 20.18. Amanda Knox in via Ulisse Rocchi riceve un sms da Lumumba nel quale invita la ragazza a non presentarsi al locale dato che non avrebbe lavorato.

Ore 20.30. Amanda Knox torna in via Garibaldi a casa di Raffaele Sollecito.

Ore 20.38. Amanda invia un sms di risposta a Patrick Lumumba.

Ore 20.46. Sollecito spegne il cellulare. Si trova ancora nell'abitazione di via Garibaldi.

Ore 20.45. Si è conclusa la frugale cena di Meredith con le amiche inglesi. Metz parte in direzione di via della Pergola con una sua amica che la lascerà a metà del tragitto per recarsi nella sua abitazione.

Ore 21. Meredith è a casa, mangia un fungo, si sdraia sul letto legge alcune dispense dell'università.

Ore 21.10. Non c'è più interazione umana con il pc di Raffaele Sollecito.

Ore 21.45. Amanda e Raffaele escono di casa e si recano in piazza Grimana. A poche decine di metri da via della Pergola i due giovani discutono, osservano dalla staccionata la casa e decidono sul da farsi. Un atteggiamento sospetto che sarà riportato in aula dal testimone Curatolo.

Ore 23.20. Amanda apre la porta di via della Pergola.

Ore 23.20. Amanda, Raffaele e Rudy entrano nella casa di via della Pergola dove era già presente Meredith. Nel video, come spiegato dal pm, non ci sono immagini che riguardano l'incontro tra Amanda e Rudy. Il motivo è che la ricostruzione si basa su testimonianze e riscontri autoptici e reperti.

Ore 23.21. Amanda e Raffaele vanno in camera loro mentre Rudy si reca in bagno.

Ore 23.25. Inizia la colluttazione tra Amanda aiutata da Raffaele, e Meredith. La ragazza inglese viene presa per il collo, poi sbattuta contro un armadio (lo dimostrerebbero le ferite al cranio). Tutto questo mentre si ribella. Entra Rudy Guede.

Ore 23.30. Meredith cade a terra. In tre cercano di spogliarla per sottometterla; riescono soltanto a toglierle i pantaloni. La ragazza riesce ad alzarsi, si dimena. Escono a questo punto dalle tasche di Amanda e Raffaele due coltelli: uno con la lama di quattro-cinque centimetri, l'altro invece un coltellaccio da cucina. Meredith con la mano destra cerca di parare le lame. Viene ferita.

Ore 23.35. Continua l'aggressione. Sollecito cerca di strappare il reggiseno alla ragazza inglese.

Ore 23.40. Meredith è in ginocchio, viene minacciata da Amanda con il coltello mentre Rudy la tiene con una mano e con l'altra effettua una violenza sulla vagina della ragazza inglese. Parte un primo colpo di lama sul viso, subito dopo un altro. Sono colpi però inoffensivi. Aumenta la violenza da parte dei tre.
Sollecito con il coltellino più piccolo sferra un colpo: la lama penetra nel collo per quattro centimetri. Da qui l'urlo straziante della ragazza inglese di cui parleranno alcuni testimoni. Amanda decide di zittirla, sempre secondo il video proposto in aula dai pm, e colpisce con il coltello da cucina alla gola: sarà la ferita mortale. Meredith si accascia a terra.

Ore 23.45. Metz viene aiutata ad alzarsi da Rudy e tossisce sangue. La ragazza inglese, morente, viene trascinata per continuare a spogliarla.

Ore 23.50. Amanda e Raffaele prendono i telefoni ed escono dall'appartamento. Rimangono in casa soltanto Meredith, morta, e Rudy. L'ivoriano si reca in bagno per prendere alcuni asciugamani al fine di tamponare il sangue che esce dal corpo della ragazza inglese poi, come dimostrano le impronte secondo l'accusa, mette un cuscino sotto la testa di Meredith.

Ore 00.10. I cellulari di Meredith vengono gettati in un giardino in via Sperandio.

Ore 00.15. Da questo momento in poi non ci sono più certezze, secondo il video, sui tempi per il depistaggio che sarà messo in atto da Amanda e Raffaele. Secondo l'accusa, però, a notte fonda i due ex fidanzati torneranno nel luogo del delitto, per cercare di pulire alcune impronte e rompere il vetro della finestra di una camera di via della Pergola al fine di simulare un furto finito con omicidio.

Amanda e Raffaele poi spoglieranno la vittima ormai deceduta - il reggiseno sarà lasciato a pochi centimetri dal corpo - e la copriranno con un piumone.
(21 novembre 2009) La Repubblica
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domenica 22 novembre 2009

Meredith:chiesto l'ergastolo per Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Amanda Knox

Amanda Knox

Perugia, 21-11-2009


















I pubblici ministeri Manuela Comodi e Giuliano Mignini hanno chiesto la condanna all'ergastolo per Raffaele Sollecito e Amanda Knox al termine della loro requisitoria nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher davanti alla Corte d'assise di Perugia.

Per Amanda, inoltre, l'accusa ha chiesto 9 mesi di isolamento diurno, due mesi, invece per Sollecito. Le richieste sono arrivate al termine di una lunga requisitoria iniziata ieri mattina con il pm Mignini e proseguita oggi dalla collega Comodi.
L'udienza e' stata quindi rinviata a venerdi' prossimo.

Anche oggi i due imputati, che si proclamano innocenti, erano in aula.

Il pm ha parlato di "Prove scientifiche inconfutabili e sovrapponibili" emerse dalle indagini. Al termine della requisitoria la pubblica accusa fara' le sue richieste di condanna alla Corte. La sentenza per i due e' attesa per i primi di dicembre.

Ha definito "nulla" la possibilita' di contaminazione del Dna rilevato sulla scena dell'omicidio il pm Manuela Comodi nella sua requisitoria davanti alla Corte d'assise di Perugia. Riguardo alle critiche delle difese il magistrato ha detto che queste "hanno mancato il bersaglio e non sono mai andate oltre l'insinuazione".

"In ogni analisi biologica - ha aggiunto - e' insito il rischio di deperimento e di contaminazione. La biologa della polizia scientifica Patrizia Stefanoni ha pero' messo in atto tutte le procedure previste per evitare questi fenomeni e nessuno puo' affermare il contrario. I consulenti di parte hanno poi partecipato a sopralluoghi e analisi".

Riguardo al gancetto del reggiseno della vittima sul quale sono state trovate tracce del Dna di Raffaele Sollecito e della vittima, il pm ha spiegato che il reperto "non si e' mai spostato dalla stanza del crimine occupata solo da Meredith". "Sollecito - ha proseguito - non viveva in quella casa e non era stato in quella stanza"

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MEREDITH: SOLLECITO, QUELLA SERA ERO A CASA MIA


"Mi sembra di vivere in un altro mondo ed e' del tutto irreale. Io quella sera stavo a casa mia. Come fanno a dire quelle cose?". Cosi' Raffaele Sollecito ha commentato con il suo avvocato, Luca Maori, le immagini mostrate oggi in aula dalla Procura e che fornivano una ricostruzione dell'omicidio con immagini virtuali. In merito al fatto che il pm Giuliano Mignini si e' piu' volte riferito a Raffaele parlando della sua freddezza, Maori ha detto che "e' assurdo dire una cosa del genere".


(
21 novembre 2009)

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sabato 21 novembre 2009

Meredith, Requisitoria: Amanda ha covato odio per Meredith e voleva vendicarsi

Delitto di Mez, il pm accusa Amanda: voleva vendicarsi di 'quella smorfiosa'
Il pubblico ministero Mignini davanti alla Corte d'Assise: «La Knox ha covato odio per Meredith». E lei piange

PERUGIA - Amanda Knox «ha covato odio per Meredith» e la sera del 2 novembre del 2007 per la giovane americana «era venuto il momento di vendicarsi di quella smorfiosa». A parlare è il pm Giuliano Mignini nella sua requisitoria davanti alla Corte d'Assise a Perugia. Secondo il pubblico ministero, la sera del delitto la Knox doveva incontrare Rudy Guede, inizialmente da sola, forse per questioni legate alla droga di cui entrambi - ha spiegato - facevano uso. Poi però a loro si unì anche Raffaele Sollecito e tutti e tre insieme andarono nella casa di via della Pergola dove già si trovava Meredith. «A quel punto - ha detto Mignini - c' è stata una discussione per soldi o forse perché Meredith era contrariata dalla presenza di Rudy. A quel punto c' è stato il tentativo di coinvolgere Meredith in un pesante gioco sessuale, quella sera che era la prima in cui la giovane inglese era sola in casa. Amanda aveva il modo di vendicarsi di quella ragazza che stava solo con le amiche inglesi e la rimproverava per la sua mancanza di pulizia. È cominciato allora - ha sottolineato Mignini - il calvario di Meredith».

Amanda e Raffaele in aula
Amanda e Raffaele in aula Amanda e Raffaele in aula Amanda e Raffaele in aula Amanda e Raffaele in aula Amanda e Raffaele in aula Amanda e Raffaele in aula Amanda e Raffaele in aula

«ACCUSE CONSAPEVOLI A UN INNOCENTE» - Il pm accusa la studentessa di Seattle anche di aver «consapevolmente accusato un innocente». Il riferimento è a Patrick Lumumba, che però non ha nominato espressamente, coinvolto nell'indagine sull'omicidio di Meredith Kercher dalle dichiarazioni alla polizia della giovane americana e poi prosciolto da ogni addebito (è infatti ora costituito parte civile nei confronti dell'americana accusata di calunnia nei suoi confronti). «Amanda - ha sottolineato il magistrato - non ha mosso un dito mentre languiva in carcere. Né lei né la madre che aveva raccolto le sue confidenze. E guarda caso - ha proseguito Mignini - si trattava di una persona di colore come Rudy Guede».

«DEMONIZZAZIONE DEI TESTIMONI» - Durante la requisitoria, Mignini si è tolto anche qualche sassolino dalla scarpa, parlando di una «continua operazione di demonizzazione» di alcuni testimoni facendo riferimento all'operato delle difese degli imputati. «Diversi testi - ha detto il pubblico ministero - hanno esitato a presentarsi agli inquirenti, ma poi lo hanno fatto in maniera assolutamente precisa. Le difese hanno invece insinuato il sospetto che lo hanno fatto per chissà quali manovre». Mignini ha poi evidenziato il «lavoro enorme» fatto dalla polizia «per accertare la verità sull'omicidio della ragazza inglese, della quale - ha detto - troppo spesso ci si dimentica». Ha ricordato l'impegno della squadra mobile di Perugia, dello Sco e della scientifica del capoluogo umbro e nazionale.

LE LACRIME DI AMANDA - Non è riuscita a trattenere le lacrime, Amanda Knox, dopo aver ascoltato in aula la lunga ricostruzione del pubblico ministero. Amanda, apparsa tesa e nervosa per gran parte dell'udienza, quando la Corte ha disposto una pausa di qualche minuto non è riuscita a trattenere le lacrime ed è stata accompagnata fuori dall'aula dagli agenti della polizia penitenziaria. Quando è rientrata è apparsa molto scossa e provata e, dopo essersi seduta, ha continuato a fare lunghi sospiri. Poi si è voltata verso Raffaele che la stava guardando e gli ha fatto un cenno con la testa come a voler rassicurare il ragazzo.


20 novembre 2009
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EDREAMS

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